22 settembre 2016

TISA, dal trattato sui servizi una minaccia per fonti rinnovabili e clima

ll Trade in Services Agreement, il controverso accordo tra l’Unione Europea e 22 nazioni per liberalizzare il settore dei servizi, potrebbe dare il potere alle multinazionali di ostacolare la promozione dell’energia pulita. Lo denunciano chi ha visto le bozze del testo, per ora ancora riservate.

Il TTIP per il momento sembra essere stato rimesso in un cassetto, ma un altro accordo di libero scambio minaccia di interferire con le politiche europee per promuovere le rinnovabili e tagliare le emissioni.

Il rischio per il sostegno all’energia pulita sarebbe nel TISA -Trade in Services Agreement – il controverso accordo tra UE e altre 22 nazioni che ha come scopo liberalizzare il settore dei servizi.

La trappola – denuncia il Guardian che ha visto le bozze riservate del trattato – starebbe nel principio di “neutralità energetica stabilito dal testo: obbligherebbe i firmatari a mettere sullo stesso piano fonti rinnovabili e fossili, anche se un emendamento esonera dal rispetto del principio il nucleare (come Hinkley Point insegna sarebbe impossibile costruire nuovi centrali senza la mano pubblica).

Il documento riservato imporrebbe agli Stati aderenti all’accordo di agire a livello legislativo contro “condotte anti-competitive” e “distorsioni di mercato” nel settore dei servizi energetici. Parole che sembrano riferirsi alle politiche che favoriscono le fonti rinnovabili a scapito delle altre.

Tanto più che si legge che le regole saranno applicate a tutte le politiche riguardanti i servizi di produzione elettrica “sia che la fonte di generazione sia rinnovabile, sia che non lo sia”.

Il testo, ovviamente, concede agli Stati il diritto di regolare i settori energetici, ma i Governi sarebbero tenuti a provare la necessità di eventuali misure che possono discriminare aziende multinazionali.

Una clausola simile, spiega il Guardian, è stata usata nei trattati GATT e GATS del WTO, entrati in vigore nel 1995, e ha permesso 44 ricorsi da parte di multinazionali contro vari governi (di cui 43 poi ritirati).

“Temiamo che lo stesso possa accadere ma su una scala maggiore con il TISA”, commenta Susan Cohen Jehoram, portavoce di Greenpeace sentita dal Guardian: “Il TISA come il TTIP e il CETA aumenterebbe il potere delle multinazionalinell’opporsi alle misure governative che servono urgentemente per tagliare le emissioni di CO2”.

 

Fonte: Qualenergia.it