20 giugno 2016

Come e dove tagliare i consumi di energia del sistema agricolo-alimentare italiano

I consumi di energia nel sistema agricolo-alimentare italiano sono in diminuzione, ma ci sono margini per una loro ulteriore riduzione, soprattutto nel comparto alimentare. In un convegno dell’Enea sono stati presentati progetti europei e iniziative dell’ente in questo importante settore nazionale.

I consumi di energia nel sistema agricolo-alimentareitaliano sono diminuiti sia in termini assoluti –  da 16,79 a 13,3 Mtep (-21% ) – che come quota parte dell’energia finale consumata in Italia fra il 2013 e il 2014: dal 13% all’11,1%. Tuttavia restano spazi per ulteriori riduzioni, ad esempio nelsettore alimentare che consuma il doppio di quello agricolo (8,57 contro 4,73 Mtep).

Questi alcuni dei dati presentati dall’Enea in occasione del workshop “Efficienza Energetica per la competitività delle imprese agricole, agroalimentari e forestali”, organizzato con la partecipazione tra gli altri di GSE, CREA, Coldiretti, FIRE, Assoesco.

Con questo workshop intendiamo stimolare la più ampia collaborazione tra le istituzioni, il mondo della ricerca e quello delle imprese, per far emergere le potenzialità dell’efficienza energetica come volano di competitività, occupazione e innovazione in un’ottica di sviluppo economico sostenibile, ha detto Carlo Alberto Campiotti dell’Unità efficienza energetica dell’ENEA e responsabile di alcuni dei progetti nazionali ed europei per il settore dell’industria agro-alimentare in cui è coinvolto l’ente.

L’Enea stima i possibili risparmi energetici ottenibili con interventi di efficienza energetica e tecnologie rinnovabili e green da applicare sia nella produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti, compresi fitosanitari e fertilizzanti, sia nella climatizzazione degli ambienti di lavoro:

  • 25% nell’irrigazione
  • 70% nella ventilazione degli ambienti industriali
  • 20% nella produzione e trasformazione agroalimentare.

Si tratta di soluzioni ed interventi con un tempo di ritorno dell’investimento da 5 a 7 anni basate principalmente su impianti di solar cooling, led ad alta efficienza e software per l’autodiagnosi energetica.

Gli impianti di solar cooling sfruttano la radiazione solare per produrre acqua refrigerata per la climatizzazione estiva dei sistemi serra. Ad esempio nell’ambito del progetto Adriacold, sviluppato da Enea in collaborazione con l’università di Bari, è stato realizzato un impianto dimostrativo a Valenzano (BA) con una potenzialità di raffrescamento della serra pari a 113 GJ/anno. Con un risparmio molto elevato, secondo i dati di progetto, nel periodo estivo.

L’Enea ha anche sviluppato sistemi di serre sostenibili (serra building) alimentati con energia fotovoltaica e illuminati a LED in un’ottica di incremento della produttività (10 volte i sistemi tradizionali) e risparmio di risorse. Nell’ambito della filiera lecoltivazioni in serra sono il settore più energivoro con un rapporto tra energia nel prodotto/energia immessa per produrre pari a 0,04 contro 1,23 delle coltivazioni in pieno campo.

Ai fini dell’isolamento termico, inoltre, per ridurre le emissioni e i consumi da climatizzazione, l’ente di ricerca ha sviluppato modelli di green roof e green wall, tetti e pareti verdi, con soluzioni tecnologiche innovative che ricorrono alla natura per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

A livello operativo, l’Enea ha anche realizzato una guida alle diagnosi energetiche per le imprese del settore, sulla base di 110 audit energetici di aziende europee, oltre ad attività di formazione, divulgazione, guide sulle best practice per comparto e ha sviluppato un software per l’autodiagnosi rivolto alle aziende dell’agroalimentare e allevamento (si può scaricare qui: TESLA tool). Il tutto nell’ambito del progettoTESLA (Transferring Energy Save Laid on Agro Industry) con lo scopo di ridurre i costi energetici delle cooperative europee del comparto agroalimentare, in collaborazione con Legacoop, Confagri e altri centri di ricerca.

Appena partito un altro progetto europeo per la riduzione dei consumi energeticidelle PMI agroalimentari: SCOoPE (Saving COOperative Energy). Prevede il coinvolgimento di 81 aziende target e l’istituzione di sei cluster industriali per promuovere, fra l’altro, acquisti in comune e l’utilizzo di procedure condivise per la raccolta e il monitoraggio dei dati per migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi di energia.

Nell’ambito dell’incontro è emerso che in Italia il 3% del consumo di energia è imputabile agli sprechi alimentari, percentuale che equivale ai consumi energetici di oltre un milione e mezzo di abitanti. In questo contesto l’Enea da anni è impegnata nella diffusione di buone pratiche sia per la riduzione degli sperperi di cibo e che per l’impiego degli scarti nella produzione di biogas.

Anche l’agricoltura biologica può contribuire a consumare meno energia e ad emettere meno CO2 in atmosfera. “L’agricoltura biologica taglia i consumi energetici del settore agricoltura e industria alimentare di almeno il 25% rispetto all’agricoltura convenzionale – ha sottolineato il presidente di Aboca, Valentino Mercati – industria leader nel biologico – ed è importante anche perché è in grado di conservare il carbonio nel suolo attraverso i residui vegetali e di consumare CO2 mediante la fotosintesi clorofilliana. Inoltre, non utilizzando fertilizzanti e fitosanitari di sintesi, assicura una completa biodegradabilità degli input impiegati e non inquina le falde acquifere quindi ci permette di risparmiare anche sui costi di depurazione”, ha concluso.

Nei giorni scorsi l’ENEA ha firmato un accordo con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili nel settore agricolo, forestale e nell’agroindustria, ottimizzando i consumi e migliorando i risparmi, in particolare delle attività a più alta intensità energetica. Il Protocollo prevede una rafforzata collaborazione fra l’ENEA e MiPAAF per migliorare l’efficienza energetica nel sistema agricolo-alimentare, diminuirne gli impatti ambientali e rafforzare il trasferimento di know-how e metodologie innovative, anche attraverso attività di informazione e comunicazione sui consumi di energia, in ambito nazionale e regionale, così come stabilito dalla Direttiva Europea 27/EU/2014.

Sempre in questo ambito va inserito anche l’accordo sottoscritto tra Enea e laRegione Sicilia per valorizzare l’agroindustria sotto il profilo della sostenibilità energetica e della qualità ambientale.

 

Fonte: Qualenergia.it